Virus Sharka: il nemico invisibile delle Drupacee

🦠 Nel mondo vegetale esistono nemici invisibili che minacciano la salute delle piante e degli alberi, mettendo a rischio le produzioni; stiamo parlando dei virus delle piante, ed in questo articolo racconteremo di uno in particolare: il virus Sharka!

Virus Sharka: il nemico invisibile delle Drupacee
Virus Sharka su pesca [credits: terraevita.edagricole.it]

Come in quello animale, anche nel mondo vegetale esistono nemici invisibili che minacciano la salute delle piante e degli alberi, mettendo a rischio le produzioni; in passato ci sono state delle vere e proprie epidemie, che hanno causato molti danni economici e sociali; stiamo parlando dei virus delle piante, ed in questo articolo racconteremo di uno in particolare: il virus Sharka.

Lo Sharka, conosciuto anche come Plum Pox Virus, è un microrganismo capace di causare danni significativi alle coltivazioni e di mettere a dura prova gli sforzi degli agricoltori. Attacca le Drupacee, in particolare l’albicocco, per questo in Italia è anche conosciuto come agente della Vaiolatura dell’albicocco. Vedremo cosa è, come si diffonde, e quali sono le strategie per contrastarlo.

Il virus Sharka è stato identificato per la prima volta in Bulgaria nei primi anni del 900, da qui prende il nome Sharka che in bulgaro significa appunto vaiolo. Da allora, si è diffuso quasi in tutto il mondo, causando danni rilevanti alle coltivazioni di albicocco ed altre specie della famiglia delle Drupacee. Il virus Sharka appartiene alla famiglia dei Potyviridaeed è uno dei patogeni più distruttivi per le piante del genere prunus. Secondo l’EPPO è “nella top dieci dei virus in patologia molecolare vegetale”.

La sua diffusione avviene principalmente attraverso vettori biologici, come afidi, che nutrendosi della linfa delle piante infette trasmettono il virus da una pianta all'altra entro 200-300 metri di distanza (il virus rimane all’interno dell’apparato boccale dell’insetto). Sulle lunghe distanze invece, la trasmissione avviene per diffusione di semi o piante infette. Una volta introdotto nella pianta ospite, il virus si diffonde attraverso i tessuti, diventa sistemico, localizzandosi nel citoplasma delle cellule.

Figura 1: diffusione del virus sharka nel mondo [credts: EPPO]

Sintomi ed effetti

Gli alberi infettati dal virus Sharka manifestano una serie di sintomi riconoscibili. Tra i segni più evidenti vi sono le aree clorotiche a forma di anello sulle foglie; queste si presentano poi sui frutti, che possono a loro volta presentare deformità e dimensioni irregolari. Inoltre, ci sono effetti negativi sulla qualità della polpa, sulla dimensione dei frutti, maggiore cascola dei frutti; infine, un generale indebolimento dell’albero, con conseguente minore produttività.

L’effetto di questi sintomi è in primo luogo una minore commerciabilità dei frutti, sia perché non raggiungono le dimensioni adatte, sia per il loro aspetto poco appetibile al consumatore – c’è da evidenziare tuttavia, che il virus è totalmente innocuo agli animali, e quindi anche all’uomo. Inoltre, una minore produttività degli alberi comporta un danno economico ai produttori – ancor di più perché le piante infette devono essere poi abbattute e rimpiazzate da piante sane.

Figura 2: sintomi e segni del virus sharka [credits: García et al. 2014]

Strategie di controllo

Data la minaccia rappresentata dal virus Sharka, è fondamentale attuare strategie di controllo efficaci. Tra le misure più utilizzate vi sono la selezione di piante resistenti, l'utilizzo di materiali di propagazione privi di virus – importante in questo caso è assicurarsi che le nuove piante abbiano il certificato fitosanitario - e il controllo biologico dei vettori: gli afidi. La ricerca scientifica sta anche esplorando la possibilità di sviluppare piante di albicocco geneticamente modificate per resistere al virus. L'obiettivo è limitare la diffusione del virus e preservare la produzione di albicocche di alta qualità.

La lotta contro il virus Sharka richiede la collaborazionetra agricoltori, scienziati, enti governativi e di ricerca. La condivisione di conoscenze e l'implementazione di strategie di prevenzionepossono contribuire a contenere la diffusione del virus e a limitare i danni alle coltivazioni. Inoltre, è essenziale educare i coltivatori sul riconoscimento dei sintomi e sull'importanza di segnalare tempestivamente le infezioni.

Il virus Sharka rappresenta una sfida significativa per l’agricolturae la produzione alimentare. La sua diffusione globale dimostra quanto sia importante comprendere i delicati equilibri degli ecosistemi agricoli e come sia cruciale rispettare questi equilibri per proteggere così le coltivazioni da minacce invisibili ma pericolose. Attraverso la ricerca continua e la collaborazione, le strategie di sviluppo sostenibile e gli sforzi congiunti si può contribuire a mantenere un ecosistema sano, una produzione adeguata e di qualità, ed una buona sostenibilità economica e sociale di molte realtà agricole che si trovano in difficoltà a causa di questi agenti patogeni.

                                                                                                                Davide Giordano

Fonti

  • https://gd.eppo.int/taxon/PPV000;
  • García, J. A., Glasa, M., Cambra, M., & Candresse, T. (2014). Plum pox virusand sharka: a model potyvirus and a major disease. Molecular Plant Pathology, 15(3), 226–241;
  • Sochor, J., Babula, P., Adam, V., Krška, B., & Kizek, R. (2012). Sharka: The Past, The Present and The Future. Viruses, 4(11), 2853–2901;
  • Rimbaud, L., Dallot, S., Gottwald, T. R., Decroocq, V., Jacquot, E., Soubeyrand, S., & Thébaud, G. (2015). Sharka Epidemiology and Worldwide Management Strategies: Learning lessons to optimize disease control in perennial plants. Annual Review of Phytopathology, 53(1), 357–378.

                                                                                                                   

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